Downshifting e yoga.

Negli ultimi mesi la stampa si è occupata molto del fenomeno del downshifting, diffusosi nei Paesi anglosassoni e che negli ultimi anni sta raggiungendo anche il Bel Paese.

Cos’è (veramente) il downshifting? La parola downshifting significa letteralmente muoversi verso il basso, più colloquialmente si può tradurre come “scalare marcia”. In sostanza non è altro che una reazione ai ritmi e alle abitudini non umane cui la società del consumo ha “costretto” molti di noi a vivere. La vita frenetica nelle città, sommata alle troppe ore lavorative (per non parlare poi del tempo che s’impiega ad andare a lavorare), riduce il tempo da dedicare a noi stessi e ai nostri affetti.  In molti si accorgono del paradosso che stanno vivendo: lavorare fino a dodici ore (o più) per comprare beni e servizi che non si ha neanche il tempo di godere. Si decide allora di diminuire le ore lavorative, rinunciando a parte dello stipendio e alla carriera. C’è addirittura chi cambia completamente lavoro e decide di lasciare la città. Gli scettici ribatteranno che queste scelte radicali se le possono permettere soltanto le persone che hanno già i soldi, magari di famiglia. Questa prospettiva in parte è alimentata dalla stampa che parla di persone che mollano tutto e che ne vanno in giro per il mondo in yacht. Ovviamente queste persone hanno già i soldi per farlo! Pare che i giornalisti (o almeno la maggior parte di loro) non riescano a centrare la vera essenza di questo fenomeno.

Grazia Cacciola nel suo libro “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita e autoproduzione”, racconta la sua esperienza e raccoglie alcune interviste a persone che “ce l’hanno fatta”, persone normali semplici e sicuramente non milionarie che, non senza sacrifici, hanno cambiato radicalmente la loro vita. Da questo libro emerge il lato vero del fenomeno: una forte dimensione green, di attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, oltre che al senso delle nostre vite. Non vi sembrano questi alcuni dei valori condivisi da chi pratica e insegna yoga?

Sempre più persone decidono di rallentare, di rivedere le proprie abitudini, di vivere con più consapevolezza la propria vita, coltivando le proprie passioni, i propri affetti e magari anche… un orto! Sì perché l’autoproduzione è una delle parole chiave di chi vuol mettere in atto questo cambiamento di vita. Grazia Cacciola ci dimostra che si può autoprodurre con poco veramente di tutto, o quasi.  In questo modo si rispetta l’ambiente perché si abbattono i costi del trasporto e del confezionamento e inoltre si risparmia! E se poi dobbiamo acquistare qualcosa, possiamo farlo attraverso i GAS, i gruppi di acquisto solidale, sempre più presenti nelle realtà locali.

La crisi che l’economia mondiale sta attraversando è l’evidente sintomo che l’attuale sistema, basato sul consumo e sulla produzione smodati non funziona più, che bisogna cambiare qualcosa. Dobbiamo prendere consapevolezza che il reale cambiamento può cominciare anche da noi e dai nostri gesti quotidiani.

Annunci

6 thoughts on “Downshifting e yoga.

    • Hai ragione! Ti capisco perchè quello del senso di colpa è il tipico meccanisco che scatta nelle persone che decidono di rallentare. Bisogna evitare di cadere in questo tranello ed essere noi, al contrario, ad accendere l’entusiasmo negli altri a desiderare un nuovo stile di vita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...