La potenza rigenerante di Viparita Karani

Kiparita Karani è considerata la regina delle posizioni rigeneranti, perché associa i benefici del rilassamento a quelli delle posizioni “a testa in giù”.  Quest’asana favorisce il ricircolo del liquido edematoso degli arti inferiori, tonifica il sistema endocrino e immunitario, calma il sistema nervoso.  Questa posizione è molto utile alle persone che soffrono di gonfiore alle caviglie a gambe, perché svolge un’azione fortemente drenante.

La versione finale di quest’asana  è in realtà adatta soltanto alle persone che praticano yoga da alcuni anni, ma noi possiamo servirci di alcuni supporti per mantenere la posizione in maniera rilassata, traendone allo stesso modo i numerosi benefici. Avrete bisogno dei seguenti sostegni:

  • cuscino bolster (qui trovate le istruzioni per costruirvene uno) o una coperta piegata.
  • mattone (22x11x7) o libro
  • cinta
  • coperte

Innanzitutto, sistemiamo il mattone (o il libro) a terra, attaccato alla parete. Questo ci consente di disporre il cuscino bolster alla giusta distanza dal muro (circa 10 cm), evitando che scivoli in avanti. Mettiamo a terra una coperta o un tappetino davanti al cuscino bolster.

Per entrare nella posizione ci si siede a un’estremità del cuscino, mantenendo un’anca vicina alla parete. Da lì si ruotano le gambe e il bacino in modo che il sacro e le lombari vengano a trovarsi sul cuscino. Le gambe sono stese in alto. Per rendere la posizione più confortevole possiamo mettere la cinta chiusa (non troppo stretta) all’altezza delle caviglie. Quest’accorgimento evita che le gambe scivolino e ci aiuta a rilassarci meglio. Se decidete di usare una coperta al posto del cuscino bolster, assicuratevi che abbia uno spessore idoneo a mantenere il bacino più in alto della linea delle spalle. Possiamo posizionare le braccia lungo i lati del torace, leggermente divaricate e con i palmi rivolti verso l’alto. Per aumentare l’apertura del torace, invece, possiamo piegare i gomiti e appoggiare gli avambracci a terra con le dita delle mani rivolte verso la testa.

Se avete fastidio al collo osservate la posizione del mento rispetto allo sterno.  Se il mento si allontana dallo sterno invece di andare nella sua direzione, sarà necessario porre una o più coperte sotto la testa.Dopo esserci sistemati nella posizione, cominciamo a “osservare” il nostro corpo. Sentiremo il sangue e i liquidi fluire dalla parte inferiore del corpo, il torace aprirsi, gli organi interni distendersi, le tensioni sciogliersi. L’inversione della circolazione favorisce l’eliminazione delle tossine e l’apporto di sangue ossigenato al cervello. Il sangue non ha più bisogno di essere pompato verso l’alto, ma rifluisce naturalmente verso il cuore, che si riposa e si rigenera rapidamente.  Per questo motivo sentiremo un leggero formicolio e le gambe quasi addormentarsi. Non preoccupatevi: è normale! Consiglio di rimanere nella posizione almeno 5’, anche di più se cela fate.

Quest’asana all’apparenza così semplice è molto potente ed è DA EVITARE IN CASO DI ERNIA IATALE, IPERTENSIONE GRAVE E DURANTE IL CICLO MESTRUALE.

Per uscire dalla posizione, togliamo la coperta che eventualmente è stata messa sotto la nuca. Pieghiamo le gambe, mantenendo la pianta dei piedi al muro. Con le mani teniamo fermo il cuscino e lasciamoci scivolare lentamente in direzione della testa, rimanendo sdraiati con la schiena a terra e i piedi in alto. Quando si è pronti ad alzarsi, si piegano le ginocchia portandole al torace  e ci si gira su un fianco.

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