Alimentazione e yoga

Lo yoga è una disciplina che coinvolge l’individuo nella sua interezza e per questo chi lo pratica dovrebbe dedicare una particolare attenzione all’alimentazione. Dal cibo il corpo assume le sostanze nutritive di cui il nostro organismo ha bisogno, ma assume anche tossine e sostanze dannose. Conoscere gli alimenti ed essere consapevoli di ciò che assumiamo, è quindi essenziale, e non solo per chi pratica yoga.

Purtroppo l’alimentazione dell’uomo contemporaneo è spesso costituita da prodotti industriali e surgelati (ricchi di pesticidi e poveri di sostanze nutritive), da un consumo eccessivo di carne e da numerose cattive abitudini che influiscono sul benessere del nostro organismo.La carne, oltre ad essere poco digeribile, apporta una gran quantità di tossine che vanno a depositarsi nelle articolazioni e provocano artriti e rigidità.  Per questo motivo il suo consumo andrebbe limitato se non addirittura evitato.

Pensiamo ad esempio all’alimentazione dei nostri nonni: frutta, verdura e cereali erano senz’altro gli alimenti predominanti nella loro dieta, mentre il consumo di carne era limitato al massimo a una volta a settimana (quando c’era!). Bisognerebbe quindi tornare a quelle sane abitudini, prediligendo alimenti freschi, poco elaborati e quindi di facile assimilazione, possibilmente scegliendo verdure e frutta di stagione.

Si possono quindi facilmente individuare gli alimenti di cui si dovrebbe comporre la nostra dieta:

  • frutta fresca
  • verdure (crude e cotte)
  •  cereali integrali (avena, riso, farro, orzo, kamut)
  • legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, fave, cicerchie)
  • semi e frutti oleosi (semi di sesamo, semi di girasole, semi di zucca, semi di lino, mandorle, nocciole, noci, etc.)
  • tofu (ricavato dalla cagliatura del latte di soia)
  • seitan (alimento altamente proteico ricavato dal glutine del grano tenero o da altri cereali)

Un discorso a parte riguarda gli altri alimenti di origine animale: latte e uova. I lacto- ovo- vegetariani li inseriscono nella propria dieta (soprattutto latte e derivati), mentre i vegani li escludono completamente. Non vorrei entrare troppo nel merito della questione, che è soprattutto etica, ma a detta di molti il consumo di latticini andrebbe limitato.

Oltre alla scelta degli alimenti è di fondamentale importanza anche l’atteggiamento che si ha verso il cibo e i comportamenti che ne derivano.

Molto spesso le cattive abitudini cominciano proprio da qui, bisogna quindi fare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali:

  •  Attenzione alla preparazione dei cibi: lo stato d’animo di chi cucina si trasmette nei piatti che prepara. In India, ancora oggi, si preferisce preparare a casa il pasto da portare al lavoro, mentre alcuni yogi mangiano solo cibo preparato da loro stessi o da altri yogi.
  •  Consapevolezza mentre si mangia.  Il cibo deve essere sì un piacere, ma non va trascurato il suo aspetto più sottile: esso, infatti, è una manifestazione di energia (nello yoga viene detta prana). Mangiando velocemente, oppure spinti dall’abitudine e dalla noia riusciamo ad assumere soltanto le parti più grossolane degli alimenti.
  • Nutrirsi con moderazione alzandosi da tavola ancora un po’ affamati. In tutte le scritture yogiche troviamo un invito alla moderazione e al giusto mezzo. Nella Bhagavad Gita si afferma che lo “yoga non è per chi mangia troppo, né per chi digiuna”.

L’alimentazione svolge quindi un ruolo fondamentale nella costruzione del nostro equilibrio fisico, senza il quale è impensabile costruire un solido equilibrio mentale. Sicuramente i concetti qui espressi saranno a molti familiari, a volte scontati, ma sono dell’opinione che parlare delle buone abitudini non fa mai male. Ovviamente i principi elencati valgono per tutti, ma chi pratica yoga dovrebbe a maggior ragione, tenerli in considerazione.